Gli Archi della Marina

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Con il nome Archi della Marina viene comunemente identificato il lungo viadotto ferroviario che si snoda dalla Stazione Centrale di Catania fino alla galleria dell’Acquicella. La struttura, realizzata interamente in muratura, venne costruita durante i lavori di allungamento e ammodernamento della linea ferrata Catania-Siracusa.

Il progetto della cinta venne presentato dall’ingegnere Petit della Società Vittorio Emanuele, ma non piacque immediatamente all’amministrazione del capoluogo etneo. Inizialmente, infatti, si riteneva che la costruzione del viadotto avrebbe privato una parte della città del suo mare, ostacolandone la visuale e l’accesso all’adiacente Porto di Catania.

Vennero dunque presentate diverse varianti al progetto ma il 6 agosto 1864, tuttavia, il Ministero dei lavori pubblici approvò il progetto della ditta presentato due mesi prima che prevedeva la realizzazione del viadotto. Con la concomitante inaugurazione della Stazione Centrale, poi, divenne obbligatorio la costruzione della futura struttura.

Il viadotto venne costruito con una successione di archi poggiati su delle pile costituite in muratura. Il grigio basalto e l’avorio che caratterizzano gli Archi della Marina rispecchia fedelmente la tradizione cromatica della città di Catania. L’apertura del viadotto avvenne il 1° luglio 1869.

Il viadotto comincia all’altezza del Porto di Catania e si conclude dopo Porta Uzeda, nei pressi della Pescheria. La forma è quella di una “S” allungata e, inizialmente, alcuni dei pilastri del viadotto affondavano nelle acque del Porto vecchio.

Gli Archi della Marina poggiarono completamente a terra a seguito di alcuni lavori di ampliamento del Porto, dove attualmente si affaccia il molo Crispi. Negli anni ’60, poi venne affiancato un secondo binario parallelo al precedente realizzato secondo la tecnica originaria.

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