Il Simeto e i suoi tesori, viaggio sul fiume più importante della Sicilia

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Il Simeto è il fiume principale della Sicilia per l’estensione del suo bacino e il secondo per lunghezza dopo l’Imera meridionale, conosciuto anche con il nome di Salso Himeras. La sorgente del fiume Simeto è localizzata in provincia di Messina, precisamente a 10 km nord-ovest di Bronte, in provincia di Catania. In quell’area confluiscono diversi torrenti come il Cutò, il Martello e il Saracena.

Analizzando la sua natura, potremmo definire il Simeto come il risultato di un sistema di acque e affluenti minori che vanno poi a costituire il corpo stesso del nostro fiume, lungo ben 88 chilometri.

Successivamente, il Simeto lambisce la parte di sud-ovest dell’Etna, scende in direzione Adrano segnando quasi il confine naturale tra le province di Enna e Catania. Dopodiché, il fiume si dirige verso l’omonima Piana del capoluogo etneo dove viene ulteriormente alimentato dagli affluenti Dittaino e Gornalunga.

La foce del Simeto si trova in località Primosole, a sud della città di Catania. In questo punto, il percorso del fiume si conclude per sfociare nel mar Ionio. La foce fa parte dell’Oasi del Simeto, riserva naturale orientata istituita nel 1984 e importante zona faunistica in quanto tappa obbligata di molte specie di uccelli migratori.

Il nome

L’origine del nome del Simeto non è del tutto chiara. Sono tante, infatti, le versioni che provano a spiegare il perché di tale termine e molte di queste affondano nella mitologia greca e latina. Alcune fonti fanno risalire il nome “Simeto”  a quello di Symaithos (Σύμαιθος), un antico dio siculo identificato da molti come il padre del pastore Aci, quest’ultimo innamorato della ninfa Galatea.

I latini erano soliti chiamare il fiume con il nome Simaethum, mentre gli arabi che colonizzarono la Sicilia prima dell’anno mille gli diedero il nome di Wādī Mūsā, ovvero “Il fiume di Mosè”.

Curiosità

Il percorso del fiume Simeto è caratterizzato dalle cosiddette Forre Laviche, gole scavate dall’avanzare dell’acqua nel corso del tempo nel basalto che si forma a seguito delle colate laviche dell’Etna. Le forre hanno pareti di altezza compresa tra i 5 e i 15 metri e fanno parte dell’elenco dei Siti di Interesse Comunitario. Tale elenco ha l’obiettivo di preservare gli habitat naturali e seminaturali. L’iscrizione è avvenuta nel 2000.

Tipica del Simeto è la caratteristica ambra, resina fossile a oggi considerata tra le più preziose al mondo. Anticamente veniva raccolta durante i mesi estivi con l’utilizzo dei rastrelli normalmente impiegati dai raccoglitori di telline.

Foto in evidenza di Claudio Rosselli da Pixabay

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