I ceri offerti a Sant’Agata, il “fuoco” della fede

Durante i giorni dedicati alle celebrazioni in onore a Sant’Agata, Patrona di Catania, sarà praticamente impossibile non accorgersi del grande via vai di devoti che, con il loro saio bianco, trasportano candele gialle di diverse dimensioni.

Si tratta dei tradizionali ceri votivi, portato in omaggio alla martire etnea per una grazia ricevuta o per una richiesta. Soltanto chi porta quelle candele con sé sa quali domande siano state rivolte a Sant’Agata.

E la Patrona etnea non smette mai di esaudire i desideri e le speranze dei suoi concittadini, sicuri di ricevere un segno inequivocabile dalla loro “sorella”. Un rapporto sacro e silenzioso che si estrinseca attraverso questi simboli.

Si dice che più grande è il cero portato in spalla dal devoto, più strabiliante sia l’aiuto che la Santa abbia concesso al richiedente. Molti di questi ceri possono superare anche i 100 chili di peso e sono diverse le cererie catanesi che si occupano di realizzarli su commissione.

Una volta caricate sul fercolo di Sant’Agata, le candele vengono lasciate ardere e successivamente scambiate con altre. Un meccanismo che si ripete a ogni ora durante il giro interno ed esterno dei giorni 4 e 5 febbraio.

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